Il Servizio Sociale del distretto di Cavagnolo ha ricevuto
nell'anno scolastico passato circa 10 segnalazioni di minori per cui gli
insegnanti (sia di scuola elementare che media) evidenziavano problemi di
apprendimento scolastico non legato ad un disagio di tipo sanitario.
Tali ragazzi non hanno acquisito negli anni capacità di
concentrazione e di attenzione, non possono contare su un supporto familiare
per affrontare le richieste scolastiche, non sono motivati allo studio.
Alcuni di questi ragazzi sono stati presi in carico dal
Servizio di Educativa Territoriale Patatrak per affrontare le problematiche
socio-familiari, mentre per le carenze didattiche accumulate nel percorso
scolastico è necessario individuare e coinvolgere altre persone.
I destinatari.
Il territorio di riferimento è rappresentato dal Distretto
di Cavagnolo comprendente i Comuni di Brozolo, Brusasco, Casalborgone,
Cavagnolo, Lauriano, Monteu da Po, San Sebastiano da Po.
Su tale territorio è attivo il Servizio di Educativa
Territoriale per Minori "Patatrak" che sta affiancando, allo stato
attuale, minori di età compresa tra i 7 e i 15 anni.
Gli utenti sono coloro che fruiscono direttamente
dell'azione educativa professionale e quindi i minori in situazione di disagio
per i quali si interviene con l'obiettivo di accrescere il loro benessere nella
realtà quotidiana fornendo modelli e opportunità di crescita e favorendo la
strutturazione di una personalità o stile di vita sano e socialmente accettato.
L'educatore è quindi lo strumento di mediazione e
collegamento tra le risorse del territorio ed ha come obiettivo l'attuazione di
un progetto concordato con il Servizio Sociale e tutti gli Operatori coinvolti
nella situazione(docenti, specialisti, risorse del tempo libero, ecc.)
La fascia di età individuata è quella della scuola
dell'obbligo poiché i minori ad essa appartenenti:
·sono
oggetto di segnalazione da parte delle scuole;
·presentano
difficoltà scolastiche oggettive;
·possiedono
potenzialmente delle risorse individuali per affrontare le medesime.
Indicativamente il numero ipotizzato dei minori coinvolti
dal presente progetto può essere di 10.
Gli obiettivi.
Gli obiettivi sono molteplici:
1.il supporto scolastico è il principale poiché la
finalità più tipicamente socio-educativa resta a carico degli Educatori
Professionali.
2.Una maggiore integrazione nel tessuto sociale
dei minori individuati attraverso un lavoro di informazione, di conoscenza e di
avvicinamento a gruppi alternativi alle società sportive (di calcio, basket,
arti marziali)più diffuse nel territorio di riferimento.
3.Sviluppo dell'autonomia del minore nel proprio
percorso di cre3scita.
4.Acquisizione di responsabilità personali.
5.Rendere visibili le risorse già esistenti nel
territorio di cui talvolta gli stessi residenti non sono a conoscenza o a
cuinon si avvicinano per pregiudizi o
mancanza di conoscenza sulle finalità perseguite e sulle metodologie
utilizzate.
La risorsa: il Gruppo Scout di Cavagnolo.
Storia:
Il gruppo Scout nasce nel 1985/86 ma non porta ancora il
nome.
Voluto dal Parroco, P. Vito Torrano,
è inizialmente una sezione distaccata del San Benigno 1i cui capi si impegnano
a reclutare adulti del territorio e formarli, affinché maturino le competenze
necessarie per svolgere autonomamente, in un prossimo futuro, il servizio
educativo.
Il progetto viene portato a termine e ufficialmente, nel
1998/99, nasce il "Cavagnolo 1".
Nel corso degli anni i capi che si sono avvicendati in
servizio educativo hanno contribuito alla crescita della Comunità Capi che oggi
è più solida e consapevole dei propri mezzi, tanto da garantire agli adulti che
iniziano il loro cammino, un valido percorso di formazione che li condurrà, se
adatti, a diventare Capi Educatori.
Nell'epoca in cui viviamo siamo testimoni di un decadimento
generale di valori e di una incapacità crescente dei giovani ad avere corretti
e naturali rapporti interpresonali; i primi sono
sostituiti in genere da beni di consumo, mentre i secondi sono filtrati da
strumenti tecnologici quali internet e gli sms.
Questi presupposti di analisi dai quali
elaboriamo i nostri Progetti Educativi che mirano alla concretizzazione e alla
trasmissione dei valori dello scoutismo nel territorio di appartenenza del
Gruppo.
Le modalità
di presa in carico.
L’Assistente Sociale o l’Educatore, venuti a
conoscenza di un minore con necessità di supporto in orario extra scolastico
per l’esecuzione dei compiti contattano i Capi Clan per valutare l’opportunità
di inserirlo nel progetto.
In caso di presa in carico gli operatori
verificheranno periodicamente, almeno trimestralmente, l’attività svolta, gli
obiettivi raggiunti e le eventuali modifiche da apportare al progetto
individuale del minore.
Per altro gli operatori danno la loro
disponibilità ad essere valido supporto per i volontari.
Modalità di
erogazione del servizio.
Il gruppo per il
supporto scolastico si potrà riunire, inizialmente, una volta la settimana
nella fascia pomeridiana in orario da concordare in base alle esigenze dei
minori e dei volontari che prestano servizio.
La necessità di
concordare un pomeriggio specifico nasce dall’esigenza di andare incontro a
quei volontari che non essendo ancora automuniti devono muoversi con i mezzi
pubblici e, pertanto, devono concentrare la loro disponibilità ad una giornata.
La sede.
Il luogo in cui
si terranno le attività del gruppo è la sede del Gruppo Scout di Cavagnolo,
ossia la vecchia casa canonica che il gruppo, insieme ai genitori associati, ha
già ristrutturato e che, gradualmente stanno cercando di adattare rispondendo a
tutte le morme di sicurezza richieste.
I locali,
dislocati su piani diversi non mancano ma le attività saranno svolte
prevalentemente, almeno nel periodo invernale al piano terreno dotato di stufa
per il riscaldamento.
Costi.
Obiettivo a lungo
termine potrebbe essere la verifica, per i minori in carico al C.I.S.S., della volontà e disponibilità ad essere inseriti
nelle attività del gruppo Scout come percorso di crescita specifico.
In tale ottica
gli Educatori potrebbero porsi come tramite per favorire la conoscenza e
l’avvicinamento dei minori alle attività proposte dagli Scout come
organizzazione del tempo libero ma anche per la creazione di relazioni stabili
e significative in un ambiente protetto che consente al ragazzo di sperimentare,
di vivere a contatto con la natura, di ragionare e proporre in modo autonomo,
di realizzare le proprie idee supportato dalle figure di riferimento interne al
contesto.
Tutto ciò nel
tentativo di colmare quel vuoto esistenziale che spesso circonda i ragazzi
seguiti dai Servizi in territori in cui le risorse o le alternative per una
crescita sana sono spesso piuttosto limitate o di difficile raggiungimento per
cui la decisione finale può privilegiare il restare a casa di fronte alla TV o
ai videogiochi.