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Bullismo Torino: scende in campo Kakà

Bullismo Torino: scende in campo Kakà

di Redazione (redazione@vita.it)

20/11/2006

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera del calciatore milanista testimonial di Special Olympics

 

 

Sono rimasto deluso quando ho appreso che in una scuola di Torino un ragazzo disabile ha subito delle percosse da un gruppo di suoi coetanei solo perché “Diverso”.

Mi piacerebbe molto far capire a questi ragazzi protagonisti di questo orribile gesto che la diversità è invece una grandissima risorsa, potrei usare tante belle parole ma forse non basterebbero per convincerli.

Per questo mi è venuta un'idea migliore, vorrei proporre loro di venire a vedere di persona il prossimo grande evento Nazionale Special Olympics. Vorrei che scendessero anche loro “in campo”, come ho fatto io, almeno una volta, e stessero semplicemente a guardare cosa accade.

Ho avuto la fortuna di incontrare Special Olympics proprio quest'anno quando mi hanno chiesto di diventare Testimonial della campagna Adotta un Campione.

Special Olympics, è un programma di allenamento sportivo per persone con disabilità mentale e ad oggi coinvolge due milioni di atleti “speciali” nel mondo.

Invito quindi questi ragazzi ai prossimi Giochi Nazionali Invernali che si svolgeranno a Livigno nell'ultima settimana di Marzo.

Penso che un'esperienza incredibile come questa potrebbe essere l'occasione giusta per cambiare una volta per sempre la distorta percezione che questi ragazzi hanno dell' “ altro” e cambiare così la loro vita.

Kakà

 

 

ARGOMENTI CRONACA8

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NON PUÒ ANDARE A SCUOLA A CAUSA DEL SUO HANDICAP

comune.torino.it/pass 27-10-2006


E' la storia di M.F., un 15enne di Minturno, al quale è di fatto impedito di frequentare la scuola nonostante il "diritto allo studio" perchè non c'è un insegnante di sostegno che possa stargli vicino. E allora il papà e la mamma del 15enne, dopo aver chiesto ripetutamente aiuto a organi istituzionali di Minturno e scolastici locali e provinciali, hanno presentato una denuncia. Una querela nella quale vengono messi all'indice Amministrazione comunale, dirigente scolastico della scuolamedia che dovrebbe frequentare e funzionari del Centro servizi amministrativi dell'ufficio scolastico regionale per il Lazio con sede a Latina. La battaglia dei genitori di M.F. va avanti da tempo. Da oltre un anno i familiari del 15enne rivendicano il diritto allo studio per il proprio ragazzo e ancora oggi non hanno alcuna intenzione di desistere.
Dodici mesi fa, assistiti dal loro legale di fiducia l'avvocato Luigi Coronella, i genitori di M.F. hanno presentato denuncia alla Procura delle Repubblica di Latina nella quale hanno evidenziato: «Al minore soggetto all'obbligo scolastico è impedito di frequentare la scuola per cause imputabili al Comune di Minturno, alla scuola e al Centro servizi amministrativi di Latina». Un fatto grave per il 15enne e la sua famiglia soprattutto in conseguenza di certificazione dell'Azienda sanitaria locale che nel novembre del 2005 aveva scritto: «Di potenziale cognitivo di livello inferiore alla norma ma bisognevole di percorso scolastico previsto di intervento di sostegno o ausili informatici alternativi riferiti ad un programma differenziato».

Insomma una attestazione nella quale l'Asl aveva evidenziato non solo il disagio di M.F., ma l'importanza dell'inserimento in un contesto scolastico, reso impossibile da uno «sconcertante rimpallo di responsabilità tra ufficio Scuola del Comune di Minturno, Dirigenza della scuola media alla quale il ragazzo risulta iscritto e dal Csa i quali ignorano dolosamente che il primo non ha scusanti per non reperire personale ad hoc e così la dirigenza scolastica la quale non ha, inoltre, sopperito alle lacune dell'Amministrazione comunale e il Csa per il rifiuto a nominare insegnanti di sostegno». Un comportamento che il papà e la mamma del 15enne, assistiti dall'avvocato Coronella, hanno ritenuto «omissivo», ravvisando una serie di violazioni tra le quali, «evasione dell'obbligo scolastico, offesa e dispregio della personalità umana costituzionalmente garantita, lesioni colpose per l'aggravarsi delle condizioni psico-fisiche del minore». Alla denuncia sono seguite le indagini del Sostituto procuratore Gregorio Capasso il quale però a conclusione degli accertamenti fatti ha avanzato richiesta di archiviazione al Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Latina.
A questa richiesta il legale della famiglia di M.F., l'avvocato Coronella, si è opposto sottolineando come «il minore per la mancata partecipazione scolastica vede aggravarsi le sue già precarie condizioni di salute». A tutt'oggi, infatti, il giovane portatore di handicap non può andare a scuola e non ha quindi occasione di relazionarsi con gli altri nonostante agli inizi di ottobre il papà si è recato dal dirigente scolastico dell'istituto e l'Ufficio scuola del Comune per chiedere il riconoscimento dei diritti scolastici del figlio. Richieste finite nel nulla, per ora. I genitori del 15enne chiedono di essere sentiti unitamente all'assistente sociale presso l'Asl di Minturno per chiarire nel dettaglio le conseguenze che questo stato di cose ha provocato al giovane disabile.


rassegna stampa n. 54/2006 dal 26/10 al 8/11


http://www.comune.torino.it/pass/

 

ARGOMENTI CONVEGNI CONVEGNI1 CONVEGNI2

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SCUOLA, SCIENZA E TECNOLOGIA PER FAR CRESCERE LE ABILITÀ: UN CONVEGNO A TORINO

comune.torino.it/pass 02-11-2006


Dal buio, simbolo degli ostacoli della società, emerge all'improvviso un giovane uomo circondato da un'aura di luce, vale a dire la sua energia e la sua voglia di vivere: è sorridente e porta sotto braccio le sue stampelle; ora non ne ha più bisogno, perché si sente libero e in grado di affrontare il mondo.
Quest'immagine, complessa e toccante, è stata dipinta da un ragazzo con disabilità ed è diventata il logo del convegno "Crescita delle abilità tra Creatività, Scienze e Tecnologia", svoltosi dal 19 al 21 ottobre a Villa Gualino (Torino). La tre giorni, promossa dalla rete di associazioni onlus Un Passo Insieme (comprendente A.V.I.P.H. e Mediation A.R.R.C.A.), ha tracciato una panoramica su diversi progetti d'integrazione sociale delle persone con disabilità, che coinvolgono la scuola, la formazione, l'industria e la salute.
Nel corso della prima giornata si è parlato di formazione e realizzazione della persona e del rapporto fra disabilità, educazione e società in Francia. L'argomento è stato trattato dall'ospite francese A. Valentino, Direttore Generale di APREH Francia. Un concerto ha concluso la serata.
Nel corso della seconda giornata, il convegno si è invece focalizzato sulla scuola, sull'industria e sulla salute. Marco Masuelli, ex preside dell'Istituto Professionale Giulio, ha presentato la ricerca "A scuola anch'io: integrazione scolastica degli alunni diversamente abili a Torino"; sono stati messi in evidenza dati interessanti, ad esempio che il grado d'integrazione di allievi disabili risulta stazionario nelle scuole materne, in lieve aumento nelle elementari, altalenante nelle medie e in deciso incremento nelle superiori. Fra gli alunni normodotati, infine, le ragazze si mostrerebbero più favorevoli all'integrazione dei ragazzi: 64,1% contro 49,2%.
Dopo Masuelli, ha preso la parola Laura Vercelli, dirigente scolastico della Scuola Media Marconi, che ha fatto presente come, negli ultimi anni, siano diminuite le resistenze dei genitori dei normodotati riguardo all'integrazione scolastica degli alunni disabili; un dato confermato anche da Maria Luisa Mattiuzzo, dirigente scolastico della Scuola dell'Infanzia e Primaria Padre Gemelli, secondo la quale è sempre più diffusa l'idea che, se ben integrati, i ragazzi con disabilità possono essere non un ostacolo, ma una risorsa per la classe.
Durante il suo intervento Andrea Colombo, segretario generale della Cisl Scuola di Torino, ha lanciato un appello affinché si vada oltre la figura degli insegnanti di sostegno, formando ciascun dipendente della pubblica istruzione ad accogliere tutti.

Chiuso il capitolo della scuola, ha preso la parola Giuseppe Menga del Politecnico di Torino, il quale ha mostrato al pubblico il risultato della ricerca del gruppo da lui diretto: un robot umanoide. Un robot che, ha specificato Alberto Tarizzo, uno degli studenti membri del gruppo, «se opportunamente collaudato potrebbe un giorno diventare un'efficace piattaforma per il collaudo di nuove protesi».
A seguire Giorgio Bolognese, addetto al marketing e alla comunicazione per Fapa, ha presentato il suo progetto di un'imbarcazione a motore "accessibile" e Franco Rosalli, di Exor, ha parlato di domotica, vale a dire della tecnologia che permette, pur stando fermi, di interagire con gli oggetti della propria casa, utilizzando un telecomando o la voce, oppure ancora attraverso il semplice sfioramento.
Nel pomeriggio Alessandra Damnotti, di Mediation A.R.R.C.A., ha portato l'attenzione sul processo di apprendimento dei ragazzi disabili, sottolineando la necessità che l'ambiente in cui sono inseriti si trasformi da passivo ed accettante ad attivo e modificante, facendo così emergere le potenzialità di ognuno di loro. Dopo di lei Ferdinando Cabrini, del Liceo Scientifico A. Einstein, è nuovamente ritornato sugli inserimenti scolastici dei ragazzi con disabilità, facendo notare che è per quelli con menomazioni psicofisiche che si registrano, rispetto ad altri, le maggiori percentuali d'integrazione; questi ragazzi, in controtendenza rispetto ai normodotati, sceglierebbero inoltre nel 62% dei casi la scuola professionale per le superiori. Cabrini ha poi indicato la Danimarca come Paese più virtuoso d'Europa riguardo all'integrazione (la prima legge in questo senso risale lì al 1969) e ha parlato del telegiornale universitario di Gian Paolo Caprettini, docente al DAMS di Torino, come una dimostrazione positiva di coinvolgimento dei ragazzi con disabilità in un progetto importante.
Nel terzo giorno si è tenuta una tavola rotonda sul tema della formazione nell'Unione Europea, seguita da una rappresentazione teatrale. Il convegno si è chiuso con un intervento finale di William Liboni, presidente di A.V.I.P.H. - Un Passo Insieme Onlus.

Davide Prette
per la Redazione di InformadisAbile


 


 

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