Bullismo Torino: scende in campo Kakà di Redazione (redazione@vita.it) 20/11/2006
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera del
calciatore milanista testimonial di Special Olympics
Sono rimasto deluso quando ho appreso che in una scuola di Torino un
ragazzo disabile ha subito delle percosse da un gruppo di suoi coetanei
solo perché “Diverso”.
Mi piacerebbe molto far capire a questi ragazzi protagonisti di questo
orribile gesto che la diversità è invece una grandissima risorsa, potrei
usare tante belle parole ma forse non basterebbero per convincerli.
Per questo mi è venuta un'idea migliore, vorrei
proporre loro di venire a vedere di persona il prossimo grande evento
Nazionale SpecialOlympics. Vorrei che scendessero anche loro “in
campo”, come ho fatto io, almeno una volta, e stessero
semplicemente a guardare cosa accade.
Ho avuto la fortuna di incontrare SpecialOlympics proprio quest'anno quando mi hanno chiesto di diventare Testimonial della campagna Adotta un Campione.
SpecialOlympics, è un programma di allenamento
sportivo per persone con disabilità mentale e ad oggi coinvolge due milioni
di atleti “speciali” nel mondo.
Invito quindi questi ragazzi ai prossimi Giochi Nazionali Invernali che si
svolgeranno a Livigno nell'ultima settimana di
Marzo.
Penso che un'esperienza incredibile come questa potrebbe essere l'occasione
giusta per cambiare una volta per sempre la distorta percezione che questi
ragazzi hanno dell' “ altro” e cambiare così la
loro vita.
E' la storia di M.F., un 15enne di Minturno, al quale è di fatto impedito di frequentare la
scuola nonostante il "diritto allo studio" perchè non c'è un
insegnante di sostegno che possa stargli vicino. E allora il papà e la mamma
del 15enne, dopo aver chiesto ripetutamente aiuto a
organi istituzionali di Minturno e scolastici locali
e provinciali, hanno presentato una denuncia. Una querela nella quale vengono messi all'indice Amministrazione comunale, dirigente
scolastico della scuolamedia che dovrebbe frequentare
e funzionari del Centro servizi amministrativi dell'ufficio scolastico
regionale per il Lazio con sede a Latina. La battaglia dei genitori di M.F. va
avanti da tempo. Da oltre un anno i familiari del 15enne rivendicano il diritto
allo studio per il proprio ragazzo e ancora oggi non hanno alcuna
intenzione di desistere.
Dodici mesi fa, assistiti dal loro legale di fiducia l'avvocato Luigi Coronella, i genitori di M.F. hanno presentato denuncia
alla Procura delle Repubblica di Latina nella quale
hanno evidenziato: «Al minore soggetto all'obbligo scolastico è impedito di
frequentare la scuola per cause imputabili al Comune di Minturno,
alla scuola e al Centro servizi amministrativi di Latina». Un fatto grave per
il 15enne e la sua famiglia soprattutto in conseguenza di certificazione
dell'Azienda sanitaria locale che nel novembre del 2005 aveva scritto: «Di
potenziale cognitivo di livello inferiore alla norma ma bisognevole di percorso
scolastico previsto di intervento di sostegno o ausili
informatici alternativi riferiti ad un programma differenziato».
Insomma una
attestazione nella quale l'Asl aveva evidenziato non solo il disagio di M.F., ma l'importanza dell'inserimento in un contesto
scolastico, reso impossibile da uno «sconcertante rimpallo di responsabilità
tra ufficio Scuola del Comune di Minturno, Dirigenza
della scuola media alla quale il ragazzo risulta iscritto e dal Csa i quali ignorano dolosamente che il primo non ha
scusanti per non reperire personale ad hoc e così la dirigenza scolastica la
quale non ha, inoltre, sopperito alle lacune dell'Amministrazione comunale e il
Csa per il rifiuto a nominare insegnanti di
sostegno». Un comportamento che il papà e la mamma del
15enne, assistiti dall'avvocato Coronella, hanno
ritenuto «omissivo», ravvisando una serie di violazioni tra le quali, «evasione
dell'obbligo scolastico, offesa e dispregio della personalità umana
costituzionalmente garantita, lesioni colpose per l'aggravarsi delle condizioni
psico-fisiche del minore». Alla denuncia sono seguite le indagini del
Sostituto procuratore Gregorio Capasso il quale però a conclusione degli accertamenti fatti ha
avanzato richiesta di archiviazione al Giudice delle indagini preliminari del
Tribunale di Latina.
A questa richiesta il legale della famiglia di M.F.,
l'avvocato Coronella, si è opposto sottolineando come
«il minore per la mancata partecipazione scolastica vede aggravarsi le sue già
precarie condizioni di salute». A tutt'oggi, infatti, il giovane portatore di handicap non può
andare a scuola e non ha quindi occasione di relazionarsi con gli altri
nonostante agli inizi di ottobre il papà si è recato dal dirigente scolastico
dell'istituto e l'Ufficio scuola del Comune per chiedere il riconoscimento dei
diritti scolastici del figlio. Richieste finite nel nulla, per ora. I genitori
del 15enne chiedono di essere sentiti unitamente all'assistente sociale presso
l'Asl di Minturno per chiarire nel dettaglio le
conseguenze che questo stato di cose ha provocato al giovane disabile.
SCUOLA, SCIENZA E TECNOLOGIA
PER FAR CRESCERE LE ABILITÀ: UN CONVEGNO A TORINO
comune.torino.it/pass 02-11-2006
Dal buio, simbolo degli
ostacoli della società, emerge all'improvviso un giovane uomo circondato da
un'aura di luce, vale a dire la sua energia e la sua
voglia di vivere: è sorridente e porta sotto braccio le sue stampelle; ora non
ne ha più bisogno, perché si sente libero e in grado di affrontare il mondo. Quest'immagine, complessa e toccante, è stata dipinta
da un ragazzo con disabilità ed è diventata il logo
del convegno "Crescita delle abilità tra Creatività, Scienze e
Tecnologia", svoltosi dal 19 al 21 ottobre a Villa Gualino
(Torino). La tre giorni, promossa dalla rete di
associazioni onlus Un Passo Insieme (comprendente A.V.I.P.H.
e MediationA.R.R.C.A.), ha
tracciato una panoramica su diversi progetti d'integrazione sociale delle
persone con disabilità, che coinvolgono la scuola, la formazione, l'industria e
la salute.
Nel corso della prima giornata si è parlato di formazione e realizzazione
della persona e del rapporto fra disabilità, educazione e società in Francia.
L'argomento è stato trattato dall'ospite francese A. Valentino, Direttore
Generale di APREH Francia. Un concerto ha concluso la serata.
Nel corso della seconda giornata, il convegno si è invece focalizzato sulla
scuola, sull'industria e sulla salute. Marco Masuelli,
ex preside dell'Istituto Professionale Giulio, ha presentato la ricerca "A
scuola anch'io: integrazione scolastica degli alunni diversamente abili a
Torino"; sono stati messi in evidenza dati
interessanti, ad esempio che il grado d'integrazione di allievi disabili
risulta stazionario nelle scuole materne, in lieve aumento nelle elementari,
altalenante nelle medie e in deciso incremento nelle superiori. Fra gli alunni normodotati, infine, le ragazze si mostrerebbero più
favorevoli all'integrazione dei ragazzi: 64,1% contro 49,2%.
Dopo Masuelli, ha preso la parola Laura Vercelli,
dirigente scolastico della Scuola Media Marconi, che
ha fatto presente come, negli ultimi anni, siano diminuite le resistenze dei
genitori dei normodotati riguardo
all'integrazione scolastica degli alunni disabili; un dato confermato anche da Maria Luisa Mattiuzzo, dirigente
scolastico della Scuola dell'Infanzia e Primaria Padre Gemelli, secondo la
quale è sempre più diffusa l'idea che, se ben integrati, i ragazzi con
disabilità possono essere non un ostacolo, ma una risorsa per la classe.
Durante il suo intervento Andrea Colombo, segretario generale della Cisl Scuola di Torino, ha lanciato un appello affinché si vada oltre la figura degli insegnanti di sostegno, formando
ciascun dipendente della pubblica istruzione ad accogliere tutti.
Chiuso il
capitolo della scuola, ha preso la parola Giuseppe Menga
del Politecnico di Torino, il quale ha mostrato al pubblico il risultato della
ricerca del gruppo da lui diretto: un robot umanoide. Un robot che, ha specificato Alberto Tarizzo,
uno degli studenti membri del gruppo, «se opportunamente collaudato potrebbe un
giorno diventare un'efficace piattaforma per il collaudo di nuove protesi».
A seguire Giorgio Bolognese, addetto al marketing e alla comunicazione per Fapa, ha presentato il suo progetto di un'imbarcazione a
motore "accessibile" e Franco Rosalli, di Exor, ha parlato di domotica, vale a dire della tecnologia che permette, pur
stando fermi, di interagire con gli oggetti della propria casa, utilizzando un
telecomando o la voce, oppure ancora attraverso il semplice sfioramento.
Nel pomeriggio Alessandra Damnotti, di MediationA.R.R.C.A., ha portato l'attenzione sul processo di apprendimento dei
ragazzi disabili, sottolineando la necessità che l'ambiente in cui sono
inseriti si trasformi da passivo ed accettante ad attivo e modificante, facendo
così emergere le potenzialità di ognuno di loro. Dopo di lei Ferdinando Cabrini, del Liceo Scientifico A. Einstein,
è nuovamente ritornato sugli inserimenti scolastici dei ragazzi con disabilità,
facendo notare che è per quelli con menomazioni psicofisiche che si registrano,
rispetto ad altri, le maggiori percentuali d'integrazione; questi ragazzi, in
controtendenza rispetto ai normodotati,
sceglierebbero inoltre nel 62% dei casi la scuola professionale per le superiori. Cabrini ha poi
indicato la Danimarca
come Paese più virtuoso d'Europa riguardo all'integrazione (la prima legge in
questo senso risale lì al 1969) e ha parlato del telegiornale universitario di
Gian Paolo Caprettini, docente al DAMS di Torino,
come una dimostrazione positiva di coinvolgimento dei
ragazzi con disabilità in un progetto importante.
Nel terzo giorno si è tenuta una tavola rotonda sul tema della formazione
nell'Unione Europea, seguita da una rappresentazione teatrale. Il convegno si è
chiuso con un intervento finale di William Liboni, presidente
di A.V.I.P.H. - Un Passo
Insieme Onlus.
Davide
Prette
per la Redazione
di InformadisAbile
Scuola: più chiarezza sulle nuove certificazioni
Tempi stretti per fare chiarezza sui nuovi criteri di certificazione degli alunni disabili a scuola: secondo la nuova normativa sarà svolta non da un solo specialista, ma da organismi collegiali. L'intervento tecnico di Salvatore Nocera.....